Neurochimica della Musica

Aggiornato il: giu 17

SINTESI DI GIANCARLO PROVENANO DA UN ARTICOLO DEL DR. K. NACI


Ascoltare la musica non è un’azione fine a se stessa: oltre a suscitare un enorme spettro di emozioni, dall’euforia al rilassamento, dalla gioia alla tristezza, dalla paura al conforto, e anche combinazioni di queste, evoca delle risposte fisiche che possono tradursi nell’avere ‘’la pelle d’oca’’, provare brividi, sperimentare cambiamenti della frequenza cardiaca. Sono stati individuati dei sistemi che mediano le risposte implicate nei seguenti domini: ricompensa, motivazione e piacere; stress e arousal; immunità; affiliazione sociale.


La Ricompensa è un costrutto complesso che include stati motivazionali, predizione, comportamenti mirati, apprendimento per rinforzo, e stati edonici.

La musica è al pari di altre ricompense, incluso cibo, sesso, droghe e abusi di sostanze, o è una cosa diversa? Le persone affermano che l’impatto emotivo e la regolazione emotiva sono due dei motivi per i quali ascoltano la musica. La musica può produrre sensazioni di intenso piacere o euforia in chi ascolta, a volte esperite come ‘’vibrazioni’’. Il piacere musicale è strettamente correlato all’intensità dell’attivazione emotiva.


La musica non ha lo stesso chiaro vantaggio di sopravvivenza associato al cibo o al sesso e non mostra neanche le proprietà additive associate alle droghe d’abuso. Nonostante questo, la “persona media’’ spende una considerevole quantità di tempo ascoltando la musica, ritenendola una delle attività più piacevoli nella vita ed inoltre può tranquillamente affermarsi che la musica offre un modo semplice per indagare la base neurale dell’anedonia (la perdita di piacere nelle attività quotidiane) in diversi Disturbi Psichiatrici.

La depressione, ad esempio, è spesso accompagnata dalla mancanza di interesse negli stimoli piacevoli. La musica può essere utilizzata per indagare se c’è una risposta diminuita in questi soggetti.

I potenziali effetti terapeutici dell’ascoltare musica sono stati largamente attribuiti alla sua abilità di ridurre lo Stress e modulare i livelli di arousal. In particolare la musica rilassante (definita generalmente con tempo lento, toni bassi, assenza di testo) riduce lo stress e l’Ansia in soggetti sani, pazienti che stanno per sottoporsi ad una procedura invasiva (es. chirurgia), e pazienti con malattie alle coronarie. Ascoltare musica in seguito a procedure mediche dolorose riduce inoltre la sedazione, così come il dolore e i requisiti analgesici, nonostante le dimensioni dell’effetto siano ristrette. Questi effetti sono convenzionalmente considerati dovuti all’abilità della musica di distrarre o modulare lo stato d’animo. Gli effetti della musica rilassante sono stati indagati anche sui livelli degli ormoni dello stress lungo l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) in soggetti sani a riposo, in combinazione con l’immaginazione e durante lo svolgimento di compiti stressanti.

Oltre allo stile musicale, le dimensioni di personalità sono fattori importanti che mediano le risposte fisiologiche dello stress alla musica: il sottofondo musicale, per esempio, causa interferenze più ampie con i processi cognitivi negli introversi rispetto agli estroversi.

La musica stimolante sembra produrre un incremento nei parametri cardiovascolari, mentre la musica rilassante produce una loro riduzione. Questi effetti, dunque, sono largamente mediati dal tempo: la musica lenta e le pause musicali sono associate con una diminuzione nella frequenza cardiaca, respirazione e pressione sanguigna, e la musica più veloce è associata all’aumento di questi parametri.



La musica, inoltre, gioca un ruolo importante nella creazione di vincoli sociali. Un insieme di studi indica che i fattori sociali giocano un ruolo importante nella salute dell’uomo. Attività sincronizzate come la musica, il ballo e la marcia sono da tanto tempo conosciuti per favorire la connessione sociale, specificamente la fiducia interpersonale e il legame. Molte attività umane e animali sono ritmiche, incluso camminare, battere le mani, attività sessuale, e dondolare un bambino. Quando le attività ritmiche vengono eseguite da un gruppo di persone, tendono a sincronizzarsi, riflettendo una coordinazione sociale.


Anche il sistema immunitario risente dell’effetto della musica. I fattori che più colpiscono il nostro sistema difensivo dall’attacco di patogeni e di agenti estranei sono lo stress e l’invecchiamento. È stato visto come la musica possa giocare un ruolo fondamentale nell’attenuare il naturale decorso della vita che porta ad indebolire le proprie difese.

Si tratta, infatti, di un ‘’effetto a catena’’: le emozioni o gli approcci quotidiani positivi, come essere ottimisti, tendono a mitigare gli effetti dello stress e dell’invecchiamento; dato che la musica riduce lo stress è possibile pensare ragionevolmente che sia un’ottima strada per migliorare le funzioni immunitarie.


La presenza della musica in tutti gli ambiti della vita dà un’idea della sua importanza e della sua capacità di estendersi a qualsiasi circostanza apportando effetti positivi.

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