Coronavirus e i Felini: a rischio la sopravvivenza di alcune specie

Aggiornato il: giu 17

SINTESI E TRADUZIONE DI LUCA SCAVONE DA UN ARTICOLO DI NATASHA DALY | NATIONAL GEOGRAPHIC

Altre quattro tigri e tre leoni dello Zoo di Bronx (New York City) sono risultati positivi al COVID-19. Lo ha annunciato qualche giorno fa lo zoo, a seguito di un'indagine del National Geographic.

Ciò accade quasi tre settimane dopo il primo caso di una tigre dello stesso zoo già risultata essere positiva.

La diagnosi della tigre, di nome Nadia, rappresentava "la prima volta, per quanto ne sappiamo, in cui l’uomo abbia trasmesso il virus ad un animale selvaggio”, ha dichiarato il 5 aprile Paul Calle, capo veterinario dello Zoo del Bronx.

I grandi felini probabilmente hanno contratto il coronavirus da un guardiano asintomatico.

Lo zoo è chiuso ai visitatori dal 16 marzo. Inizialmente non avevano intenzione di testare gli altri felini che mostravano chiari sintomi perché ciò avrebbe richiesto la sedazione, che può ulteriormente mettere a rischio la salute della tigre. La Wildlife Conservation Society, la no-profit che gestisce lo Zoo del Bronx, qualche giorno fa ha pubblicato un comunicato stampa in cui annunciava che altre quattro tigri e tre leoni sono risultate essere positive. Lo zoo ha confermato nel comunicato stampa che i test aggiuntivi sono stati condotti utilizzando campioni fecali e non hanno richiesto alcuna sedazione.


Nel guardiani dello zoo di tutto il mondo hanno fatto ulteriori sforzi per proteggere le grandi scimmie di cui si occupano, poiché le scimmie di grandi dimensioni possono facilmente contrarre malattie respiratorie dall’uomo.

Grande preoccupazione resta per gli zoo di tutto il mondo che non hanno abbastanza personale veterinario, dove difficilmente verranno condotti test.


John Goodrich, capo scienziato e direttore del programma di tigri di Panthera, un'organizzazione mondiale per la conservazione dei grandi felini, è preoccupato per le popolazioni di tigri selvatiche. "I grandi felini come le tigri e i leoni stanno già affrontando una serie di minacce alla loro sopravvivenza in natura", afferma Goodrich. "Se il COVID-19 salta alle popolazioni selvatiche di grandi felini e diventa una causa significativa di mortalità, il virus potrebbe generare grande preoccupazione per la sopravvivenza di queste specie.”


Anche diversi animali domestici nel mondo sono risultati positivi al SARS-CoV-2. Oltre a due gatti dello stato di New York il virus è stato diagnosticato in un Pomeranian e un Pastore tedesco ad Hong Kong, nonché in un gatto domestico in Belgio.


Secondo uno studio pubblicato a marzo su Biorxiv, un team di scienziati ha studiato la suscettibilità di furetti e animali a stretto contatto con l'uomo al SARS-CoV-2. Il risultato è che il Coronavirus si replica male nei cani, nei maiali, nei polli e nelle anatre, ma efficacemente nei furetti e nei gatti. E’ stato inoltre provato che il virus si trasmette nei gatti attraverso goccioline respiratorie. Era quindi già noto che i gatti selvatici e domestici erano sensibili al coronavirus felino, ma fino a poco tempo fa non si sapeva ancora se potevano contrarre la SARS-CoV-2.


Gli scienziati ora si stanno affrettando a cercare di capire quali altre specie potrebbero essere in grado di trasmettersi il virus.

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National Geographic

BIORXIV

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